Re: RESTAURIAMO LA CHIESA! sac. Luigi Villa
Publié : mer. 20 avr. 2022 10:39
La Chiesa post-Conciliare di Paolo VI è ricordata da tanti punti, quali
1) Lo stupro alla Santa Liturgia fu orchestrato da Papa Paolo VI. Nessun disastro fu più mortale della distruzione della Messa di Rito Romano, che veniva a noi direttamente dagli Apostoli. Fu un atto demoniaco quello di Paolo VI di sostituire la Messa di Rito Romano con il bastardo e protestantizzato “servizio” detto “Novus Ordo Missae”. La “Riforma Liturgica di Paolo VI” colpì anche ogni aspetto della vita liturgica, come la “Liturgia delle Ore” (Salterio, Letture bibliche, Inni, Canti, Intercessioni); la Litania dei Santi; i Sacramenti (Battesimo, Santa Comunione, Cresima, Confessione, Matrimonio, Ordine, Estrema Unzione), Benedizioni, Riti Pontifici, il Calendario della Chiesa e la musica sacra...
2) L’attacco alla Filosofia tomistica. Scartò la Scolastica Tomista e la Tradizione della Legge Naturale, in favore della Fenomenologia e dell’Esistenzialismo.
3) Lo scardinamento del sacerdozio e della vita religiosa. In forte contrasto con il prete pre-conciliare, virile, celibe, i “nuovi preti” della “Nuova Chiesa” sono effeminati e fiacchi ed, ecumenici, non condannano né gli errori né chi li propaga. Paolo VI agì così per indebolire un sacerdozio celibe, per aprire a un diaconato permanente di non celibi, di uomini sposati. Anche l’aver ammesso Ministri protestanti sposati, convertiti al sacerdozio cattolico, ha contribuito a indebolire l’obbligo al celibato ecclesiastico. Paolo Vl, poi, eliminando gli “Ordini Minori”, aprì la porta per assumere i ruoli di lettore e di chierico, aprendo, così, anche strada al “Rito laico della Comunione sulla mano”.
Ma Paolo VI indebolì il Sacerdozio anche in altri modi. Egli presiedette alla completa laicizzazione di migliaia di preti, concedendo loro la dispensa “pro gratia”.
4) L’abolizione del giuramento anti-modernista di San Pio X, dopo la promulgazione delle encicliche “Lamentabili Sane” e “Pascendi Dominici Gregis” contro il Modernismo.
5) Lo sventramento della Curia Romana. Fu una vera distruzione, nefando “risultato” del suo Pontificato. Inoltre, Paolo VI impose il pensionamento e il ritiro dei Vescovi all’età di 75 anni, togliendo loro anche il diritto di votare in un Conclave, dopo l’età di 80 anni. Così facendo, si liberò da quei Prelati, stimati per essere uomini di Fede, di onore, con esperienza, capacità e saggezza, per dar posto, invece, a uomini di minor merito e capacità, ma più consoni alle sue vedute e inclinazioni. Con il declino della Curia, vennero alla ribalta le Conferenze Episcopali Nazionali, dove il nucleo dirigente decide chi potrà o non potrà essere eletto Vescovo.
6) L’inaudita fraternizzazione della Chiesa con eretici, scismatici e i nemici tradizionali della Chiesa, incluso comunisti, massoni, sionisti, funzionari dell’Ordine Mondiale. Fu, questo spirito del Vaticano II, lo stesso “spirito” della Rivoluzione Francese, col suo motto massonico: “Libertà, Eguaglianza, Fratellanza”.
7) La proliferazione della vagante ecumenica. Infausto fu il continuo contatto con il “Consiglio Mondiale della chiese”, dominato dai soviet di Mosca e finanziatore dei “terroristi” e delle “guerre di liberazione”, in America Latina e in Africa. Giustamente, l’Arcivescovo Lefebvre disse che “le attività inter-religiose di Papa Paolo VI furono un esercizio di “blasfemia pubblica”.
8) Il tradimento del card. Slipyi, del card. Mindszenty, e dei milioni di vittime del Comunismo internazionale, sono frutto della politica internazionale montiniana.
Fermiamoci pure qui: tutte le azioni che abbiamo elencate, sono i frutti del “regno di Paolo VI”: una vera catastrofe!
Continua...