Re: LA TUNICA STRACCIATA - Tito Casini
Publié : mar. 20 oct. 2020 20:28
Certo è che i Dodici, quando il lavoro apostolico - riformare il mondo! - crebbe al di là delle loro forze, non lasciarono o scorciarono il loro «breviario» ma delegarono ad altri, ai diaconi, istituiti per questo, appunto, l'assistenza sociale (come oggi si direbbe), o il «ministero della carità» (com'è detto negli Atti), incaricandoli dei poveri, delle vedove, delle mense, «mentre noi», dissero, «continueremo ad applicarci alla preghiera e al ministero della parola». Non a caso, non senza consequenzialità, gli Atti aggiungono, subito: «E la parola di Dio si diffondeva sempre più e il numero dei discepoli si moltiplicava grandemente. Noi non vediamo, non abbiamo in vista alcunché di simile, in questo clima della Riforma: vediamo purtroppo il contrario, vediamo i cattolici cessar di crescere e cominciare a diminuire (è il padre Arrupe, Generale dei Gesuiti, che lancia, cifre alla mano, l'allarme) e vediamo gli «altri» rallentare e fermarsi, nel loro moto fin qui crescente verso di noi, nonostante tutti i nostri inviti e carezze, tutto il nostro assolvere e condannarci, chieder perdono e riabilitarci, se non vogliamo dire proprio per questo: perché non abbiam più il coraggio, o la carità, di dir loro che la loro strada è sbagliata, che la nostra è la retta: perché se abbiam sentito le mille volte affermare che bisogna riunirci, non abbiam mai, esplicitamente, chiaramente sentito aggiungere: «nella Chiesa Cattolica, la sola vera» (nonostante i ripetuti ammonimenti del Papa contro i pericoli dell'«irenismo»); e la debolezza, il «rispetto umano», l'opportunismo, le cose a mezzo non convincono e non attirano, non convertono: respingono, chi in cerca di certezza si avvicinava. (Mi sia permesso, a questo proposito, di credere a un errore di stampa, da parte dell'autorevole giornale che la riporta, nella concordata definizione del «dialogo» intrapreso a Strasburgo tra la Chiesa Cattolica e la Federazione Luterana Mondiale: «Par dialogue les deux délégations entendent une commune recherche de la vérité... poursuivie sur pied d'égalité». La Chiesa Cattolica, la «madre e maestra», che cerca la verità? che si mette, per questo, sul piede dell'errore, come a significar ciechi guide di ciechi? La colpa, senza dubbio, qui è del tipografo, che deve aver letto «vérité» in luogo di «unité» o che so io).
Convertire? Per non offender le loro orecchie voi l'avete eliminata, questa parola, dal Messale, dalle solenni ecumeniche impetrazioni del Venerdì Santo, pur versandoci sopra sincere lacrime di coccodrillo: «Rincresce... dover mettere le mani su venerandi testi, che hanno per secoli alimentato, e con tanta efficacia, la pietà cristiana, ed hanno ancor oggi il profumo spirituale delle età eroiche degli alberi della Chiesa» (Bugnini); pur consentendo (sempre il vostro Bugnini) che «è malagevole ritoccare capolavori letterati di una forza e concettuosità insuperabili...» Stessa delicatezza con gli atei: «Nessuna battaglia contro l'ateismo» (Segretariato per i non credenti); identica cortesia con i comunisti: per dirla in breve, con tutti, e se una cosa essi hanno da osservare è che noi stiamo esagerando, nell'esibirci, nel darci, e son loro a dire: un momento! e condizionarci e voler prima fissare il prezzo. «Prima che il comunismo possa accettare l'incontro e il dialogo» (è il loro dottore, il Lombardo Radice, che così parla nel loro ultimo congresso) «si dovranno approfondire alcuni temi fondamentali, imprescindibili: la scuola non confessionale, il divorzio...» E, per tornare ai protestanti, li abbiamo sentiti noi stessi dire: «S'intende venirci incontro: in questa maniera voi ci schiacciate!» Così poco premurosi di ricambiarci, che abbiamo potuto udire i già più inclini, quelli d'Inghilterra, chiedere in una pubblica lettera all'arcivescovo di Canterbury che si guardasse bene, venendo a Roma, dall'invitare il Papa a Londra, se gli stava a cuore «l'attuale atmosfera di carità e di tolleranza fra cristiani di differenti denominazioni», ossia quell'interconfessionalismo o pancristianesimo in cui dovrebbe risolversi il loro e nostro ecumenismo.
Continua...